La Storia del Caffè

Le origini del caffè sono collegate al Continente Nero e alle tribù degli altopiani etiopici. Fin dai tempi più antichi il caffè veniva consumato in diverse forme arcaiche che nel corso del tempo hanno trovato sviluppo con le moderne tecnologie. In Etiopia, le dolci e nutrienti drupe rosse venivano raccolte nelle foreste per poi essere snocciolate, pestate in un mortaio e ridotte in polvere per essere impastate con burro e miele, ottenendo delle palline da bollire in acqua con sale e spezie. Nel corso del XII-XIII secolo le piantagioni del caffè trovarono sviluppo nell’odierno Yemen grazie alla sapienza dei popoli musulmani. La scoperta della tostatura ha favorito lo sviluppo di questa pianta e la nascita del cosi detto ’nero elisir’. Le confraternite Sufi usufruirono di questa speciale bevande energetica prima dell'inizio dei loro riti per rimanere svegli durante le danze notturne. La scoperta dei nutrienti e degli effetti inebrianti del caffè hanno portato alla diffusione di questo frutto. Intorno al 1555 a Costantinopoli si aprirono le prime ’Kahwe Khaneh’, ovvero locali arredati secondo la moda orientale dove veniva servito il caffè. Nacquero le prime ’case del caffè’ veri e propri luoghi di ritrovo e cultura chiamate anche ’scuole di saggezza’. La supremazia commerciale dell’impero ottomano ha portato alla conoscenza del caffè in Europa e in Italia. Nel XVII secolo molte partite di caffè confluirono nei porti di Venezia, Londra, Marsiglia, Amburgo ed Amsterdam. Le abitudini alimentari del Vecchio Continente vennero stravolte con l’arrivo di nuove spezie e sapori provenienti dal mondo asiatico. Nel Settecento il tè, il cacao e il caffè presero il sopravvento in Europa entrando a far parte della vita culturale dell’alta nobiltà. Durante il Secolo dei Lumi lo scambio e la diffusione delle idee avveniva nei cosiddetti ’caffè letterari’, propulsori culturali e ideali. Nell'Ottocento nascono le prime macchine a vapore e nel Novecento viene realizzato il primo 'caffè a filtro' e la moka, pensato per esaltare le qualità dell'espresso italiano.

La Pianta

La pianta del caffè è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Rubiacee e al genere Coffea. Le sue caratteristiche climatiche richiedono un ambiente mite che va dai 15° ai 30° C. Le piantagioni trovano crescita nelle foreste tropicali dove possono trarre nutrimento da terreni ricchi di sali minerali. L’arbusto presenta una somiglianza con la pianta di gelsomino e può raggiungere un’altezza che va dai 5-8 metri. Il frutto inizialmente verde, contiene due chicchi i quali a conclusa maturazione vengono fatti essiccare estraendoli prima dalla polpa. Le due principali specie di caffè sono l’Arabica e la Robusta. L’Arabica cresce in zone alte e piovose collocate tra 900 e i 2000 metri d’altezza con temperature di 20° C. La pianta è molto pregiata per il gusto dolce, l’aroma e il basso contenuto di caffeina (tra lo 0,9% e il 2,0%). Il chicco si presenta allungato con un solco a ’S’. La Robusta cresce in zone ad altitudini meno elevate tra 200 e i 600 metri d’altezza e con condizioni climatiche meno favorevoli. L’arbusto è più resistente e la crescita è immediata. Il gusto è amaro-legnoso e contiene un alto tasso di caffeina (dall’1,8% al 4% circa). La combinazione di entrambe le Coffee porta all’equilibro del gusto.

Sole, natura, caffè.

Logotype Caffè Pertè
Le Fasi di Lavorazione

La coltivazione: le piante diventano produttive dopo 3/4 anni e hanno bisogno di abbondante acqua per fiorire. Le piantagioni possono svilupparsi in modo non uniforme e questo potrebbe apportare a delle problematiche durante il periodo di raccolta.La raccolta: vi sono due tipi di raccolta: il picking e lo stripping. La prima consiste nella raccolta manuale solo dei frutti maturi, in questo modo si fa completare il ciclo di maturazione della pianta, ma questo comporta un allungamento delle tempistiche e maggiori costi. La seconda consiste nella raccolta manuale o meccanica dei frutti, ma in modo più rapido inglobando i frutti ancora non maturi. In questo modo si abbassa la qualità del prodotto finale.L'estrazione: i semi vengono divisi dalla polpa in due modi: a ’secco’ o ’in umido’. Il primo procedimento consiste nell’essiccare il frutto al sole per tre settimane, il secondo deve essere effettuato dopo la raccolta picking. I frutti vengono spolpati con macchine a tamburo o a dischi e poi vengono setacciati e lavati per eliminare i residui della polpa. Alla fine del lavaggio i chicchi contengono il più del 50% di umidità che viene diminuita tramite l’asciugatura. Questo tipo di trattamento migliora la qualità del chicco. Dopo l’essiccazione del frutto vi è un’altro processo che consiste nell’eliminare il pergamino, la decorticazione. Dopo di che il prodotto è pronto per essere imbustato nei sacchi di juta.La tostatura: la tostatura o torrefazione è un procedimento attraverso il quale il caffè crudo viene sottoposto a una fonte di calore. Le alte temperature portano a cambiamenti fisici che infondono al caffè la sua inconfondibile aroma.

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